Alcuni dati sul consumo, produzione, impatto ambientale del metano e loro evoluzione
Pierangelo Andreini - ATI Associazione Termotecnica Italiana
Il consumo e la produzione del gas naturale segnano una crescita continua, come attesta la tabella, che riporta anche le stime per quest'anno (1 nel PDF).
Nel 2024 la domanda globale di metano ha registrato un nuovo massimo storico, che aumenterà ulteriormente nei prossimi mesi, sostenuta dalla progressiva, rapida espansione economica che caratterizza gli Stati della regione Asia-Pacifico.
L'incremento complessivo è dovuto a quei Paesi per quasi la metà (45%) e il consuntivo preliminare del 2024 prevede una volume mondiale del consumo di gas di 4.190 Gm3, superiore a quello del 2023.
Complessivamente il metano ha coperto circa il 40% della crescita del fabbisogno di energia primaria verificatosi nel 2024. Una
quota maggiore delle altre nel mix energetico, dovuta a molteplici fattori, economici e climatici.
Tra i primi, il passaggio, specie in Medio Oriente, dal petrolio al gas nel settore energetico, proseguito nell'anno. Quello dal petrolio e dai prodotti petroliferi al gas nei trasporti stradali e marittimi, stimato in aumento pure nei successivi (lo testimonia il rapido incremento del numero dei veicoli stradali da trasporto pesanti alimentati a GNL in Cina, con vendite record nel 2024, che hanno contribuito a ridurre la domanda di diesel in misura consistente).
Il costante cambiamento del bunkeraggio delle navi, con il ricorso al GNL come carburante, effetto mdi normative più rigorose che limitano le emissioni dei mezzi navali (2).
Tra i fattori climatici, la crescita dei consumi elettrici nel settore civile, in particolare per fronteggiare i picchi di caldo estremo, ivi compresi quelli torridi verificatisi in India nel periodo maggio-luglio.
Questo con un'elettricità generata in parte con centrali a gas che ne hanno aumentato la domanda: 2/5 del consumo totale di gas nel 2023, una quota del quale coperta con l'incremento delle importazioni di GNL.
A ciò si è aggiunta la siccità estrema, verificatasi in particolare in Sud America, specie in Brasile e Colombia, che ha ridotto la generazione idroelettrica e posto la necessità di aumentare drasticamente l'apporto di centrali termiche a gas, di nuovo con una maggior quota della maggiore domanda di combustibile soddisfatta con GNL.
Non diversa la situazione in Europa, dove la bassa ventosità in alcuni periodi dell'anno ha determinato il calo della produzione di elettricità eolica su base annua.
Un deficit colmato anche in tale caso con centrali termiche a gas che hanno incrementato la loro produzione di quasi l'80%, ma con la maggiore richiesta di gas soddisfatta principalmente da prelievi dagli stoccaggi.
UNA STIMA DIFFICILE
Prevedere quale sia nel breve termine il valore della domanda del gas, vedi fig. 1 nel PDF, e quale sarà in prospettiva il sua andamento è un esercizio molto complesso, perché è condizionato da numerosi aspetti.
In primis l'evoluzione della geopolitica, che segna ora una discontinuità notevole, a seguito delle decisioni assunte dalla nuova Amministrazione USA con gli ordini esecutivi emessi poche settimane fa in materia di energia e clima.
Poi c'è l'intensità del progresso economico e sociale e quello correlato dello sviluppo della penetrazione elettrica, che cresce notevolmente, specie in Cina, fig. 2 nel PDF.
A ciò si aggiunge la velocità con cui procederà in generale la transizione energetica, con l'abbandono dei fossili più inquinanti (passaggio più lento o rapido nella conversione elettrica dal carbone e dal petrolio al gas, dal carbone al gas nell'industria, ecc., sopra accennati), con l'incremento maggiore o minore delle energie alternative, nucleare e rinnovabili, con la diffusione delle pompe di calore e altro.
Seguono, inoltre, le incognite sulla produzione di gas di cui si dice più avanti. Difficile stabilire, quindi, come cambierà la situazione negli anni a venire.
Per l'IEA (International Energy Agency) nel caso dello scenario a politiche correnti, STEPS (Stated Energy Policy Scenario) del WEO (World Energy Outlook) 2024, il picco dei consumi dei fossili potrebbe essere raggiunto già a fine decade, fig. 3 nel PDF.
Continua nel PDF
L'incremento complessivo è dovuto a quei Paesi per quasi la metà (45%) e il consuntivo preliminare del 2024 prevede una volume mondiale del consumo di gas di 4.190 Gm3, superiore a quello del 2023.
Complessivamente il metano ha coperto circa il 40% della crescita del fabbisogno di energia primaria verificatosi nel 2024. Una
quota maggiore delle altre nel mix energetico, dovuta a molteplici fattori, economici e climatici.
Tra i primi, il passaggio, specie in Medio Oriente, dal petrolio al gas nel settore energetico, proseguito nell'anno. Quello dal petrolio e dai prodotti petroliferi al gas nei trasporti stradali e marittimi, stimato in aumento pure nei successivi (lo testimonia il rapido incremento del numero dei veicoli stradali da trasporto pesanti alimentati a GNL in Cina, con vendite record nel 2024, che hanno contribuito a ridurre la domanda di diesel in misura consistente).
Il costante cambiamento del bunkeraggio delle navi, con il ricorso al GNL come carburante, effetto mdi normative più rigorose che limitano le emissioni dei mezzi navali (2).
Tra i fattori climatici, la crescita dei consumi elettrici nel settore civile, in particolare per fronteggiare i picchi di caldo estremo, ivi compresi quelli torridi verificatisi in India nel periodo maggio-luglio.
Questo con un'elettricità generata in parte con centrali a gas che ne hanno aumentato la domanda: 2/5 del consumo totale di gas nel 2023, una quota del quale coperta con l'incremento delle importazioni di GNL.
A ciò si è aggiunta la siccità estrema, verificatasi in particolare in Sud America, specie in Brasile e Colombia, che ha ridotto la generazione idroelettrica e posto la necessità di aumentare drasticamente l'apporto di centrali termiche a gas, di nuovo con una maggior quota della maggiore domanda di combustibile soddisfatta con GNL.
Non diversa la situazione in Europa, dove la bassa ventosità in alcuni periodi dell'anno ha determinato il calo della produzione di elettricità eolica su base annua.
Un deficit colmato anche in tale caso con centrali termiche a gas che hanno incrementato la loro produzione di quasi l'80%, ma con la maggiore richiesta di gas soddisfatta principalmente da prelievi dagli stoccaggi.
UNA STIMA DIFFICILE
Prevedere quale sia nel breve termine il valore della domanda del gas, vedi fig. 1 nel PDF, e quale sarà in prospettiva il sua andamento è un esercizio molto complesso, perché è condizionato da numerosi aspetti.
In primis l'evoluzione della geopolitica, che segna ora una discontinuità notevole, a seguito delle decisioni assunte dalla nuova Amministrazione USA con gli ordini esecutivi emessi poche settimane fa in materia di energia e clima.
Poi c'è l'intensità del progresso economico e sociale e quello correlato dello sviluppo della penetrazione elettrica, che cresce notevolmente, specie in Cina, fig. 2 nel PDF.
A ciò si aggiunge la velocità con cui procederà in generale la transizione energetica, con l'abbandono dei fossili più inquinanti (passaggio più lento o rapido nella conversione elettrica dal carbone e dal petrolio al gas, dal carbone al gas nell'industria, ecc., sopra accennati), con l'incremento maggiore o minore delle energie alternative, nucleare e rinnovabili, con la diffusione delle pompe di calore e altro.
Seguono, inoltre, le incognite sulla produzione di gas di cui si dice più avanti. Difficile stabilire, quindi, come cambierà la situazione negli anni a venire.
Per l'IEA (International Energy Agency) nel caso dello scenario a politiche correnti, STEPS (Stated Energy Policy Scenario) del WEO (World Energy Outlook) 2024, il picco dei consumi dei fossili potrebbe essere raggiunto già a fine decade, fig. 3 nel PDF.
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Fonte: La Termotecnica Febbraio 2025
- IEA International Energy Agency
- MASE - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
- RSE - Ricerca sul Sistema Energetico
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